Mostra Poesia dell’Immagine: GIORDANO AZZONI

AZZONI GIORBORGHI DELLE 5 TERRE
Facilmente, senza suggerimenti o vaghe intuizioni, ecco i luoghi dove vive la luce che direttamente irrora l’atmosfera, e l’immagine ispira una dolce poetica nel linguaggio dei colori che,sempre tersi, giocano ritmando sulle caratteristiche case dei borghi e dei variopinti carruggi.
Nelle stradine, nei vecchi muri, nella calda luce traspare l’amore alla terra, alle genti, alla loro storia. Emozioni e un senso di “ricco silenzio” che fanno apprezzare ed amare questo nostro paese
(Giordano Azzoni – Letterarte 2019))

PRESENTAZIONE DI MALU’ LATTANZI

VORREI (Francesco Guccini)

“….Vorrei conoscer l’ odore del tuo paese, camminare di casa nel tuo giardino, respirare nell’aria sale e maggese, gli aromi della tua salvia e del rosmarino. Vorrei che tutti gli anziani mi salutassero parlando con me del tempo e dei giorni andati, vorrei che gli amici tuoi tutti mi parlassero, come se amici fossimo sempre stati. Vorrei incontrare le pietre, le strade, gli usci e i ciuffi di parietaria attaccati ai muri, le strisce delle lumache nei loro gusci, capire tutti gli sguardi dietro agli scuri….

Creuza di mare (Fabrizio De Andre)

Umbre de muri muri de mainò dunde ne vegnì duve l’è ch’ané da ‘n scitu duve a l’ùn-a a se mastra nùa e a neutte a n’à puntou u cuteilu a gua

Ombre di facce facce di marinai

da dove venite dov’è che andate

da un posto dove la luna si mostra nuda

e la notte ci ha puntato il coltello alla gola

Nelle opere di Azzoni è facile perdersi nei vicoli stretti, nella luce del meriggio, in quell’ora in cui il calore ti fa preferire fresche mura antiche, alle roventi pietre del borgo E’ stato immediato il rimando ai miei cantautori preferiti (Guccini e De Andre) . Tutto è silenzio. I colori scaldano ma non sono chiassosi ed arroganti. Il sapore storico, l’atmosfera penetrante e salata di mare. Borghi marinari “superbi”, ricchi di contrasti estetico-artistici; sono vicoli,carruggi, piazze racchiuse tra le mura che inaspettatamente si aprono verso spazi ristretti di un centro storico custodito dalla solenne cortina d’antichi palazzetti che si ammirano cercando di non perdersi nell’intricato labirinto di itinerari possibili.

Inoltrarsi nel cuore antico di queste città è un’esperienza coinvolgente: l’osservatore è conquistato e catturato da stradine e piazzette grandi come fazzoletti e dalla bellezza di elementi architettonici medioevali-rinascimentali che coesistono con più moderne costruzioni spesso in contrasto fra loro. Nessun essere vivente è ritratto, anche se se ne percepisce la presenza (Orci, fiori, tende oscuranti, balconi e terrazzi ben curati. Avvolti a protezione da colline ombrose che riempiono l’aria di profumi di erbe aromatiche.)

Il vero protagonista, delle opere di Giordano Azzoni è il silenzio. Quel silenzio

grande sconosciuto di quest’epoca rumorosa. Eppure non c’è nulla di più rumoroso del Silenzio se solo rimparassimo ad ascoltare. Ascoltare il silenzio, lo spazio tra le parole, la calma nella tempesta e il fluire del tempo. Rimparare ad assaporare il gusto di un istante, il profumo di un piatto, la schiuma dei giorni e il calore del fuoco. A sentire il contatto delle mani, un cuore che batte, lo spazio che si apre e il tempo che si ferma…

Mostra Poesia dell’Immagine Introduzione

Cartellone Poesia dell'immagine15 artisti le loro opere. Sfida e contaminazione con la poesia e le parole….ma….anche con la musica.
La potenza dell’immagine sta nella straordinaria capacità di far comprendere qualcosa senza doverla spiegare; in maniera sintetica essa apre le porte di un intero mondo.
La poesia, attraverso la rappresentazione, che ancor più della parola può considerarsi la sua vera materia, riesce ad evocare, nella mente di chi la legge, in maniera immediata una forma più o meno definita e….quest’ultima, a sua volta, grazie alle associazioni che in ciascuno sorgeranno spontanee, rivelerà al soggetto qualcosa di se stesso.
La poesia, dunque, in virtù della sua forza evocativa, che porta alla formazione di immagini, possiede una preziosa funzione conoscitiva, funzione che la parola di per sé non ha. Soltanto la parola poetica, come l’arte in generale, è infatti “creatrice di immagini”.
Questa funzione veritativa, dunque, la poesia la condivide ampiamente con l’arte figurativa, entrambe hanno la grande facoltà di restituirci l’immediatezza di una percezione reale, di evocare emozioni impensabili, inaspettate, passando attraverso l’uso razionale della parola e dei colori. Tanto la poesia quanto l’arte sono capaci di schiudere significati impigliati nella trama della nostra coscienza.
La magia della poesia e dell’arte sta nel modo di guardare le cose, ma anche nella capacità di comunicare un modo di essere ed emozionare.
Entrambe hanno bisogno della dimensione delle emozioni dunque e di attingere ad esse per creare. Come fa il poeta quando scrive una poesia o il pittore quando dipinge un quadro.
Al mondo dell’autore si somma e si sovrappone quello del fruitore, che potrà vedere l’impronta della propria irripetibile individualità nelle specifiche emozioni che l’opera d’arte e/o la poesia fanno nascere in lui tramite l’immagine.
Il miracolo dell’immagine, sia nella poesia sia nell’arte figurativa, consiste nel dare forma a ciò che per definizione è senza forma; l’arte riesce a cogliere pienamente tutte le potenzialità di questo prodigioso fenomeno che si ripete da millenni, che forse è nato con l’uomo o, meglio, con la sua capacità di provare emozioni.
L’immagine riesce a creare legami laddove la semplice parola potrebbe generare divisioni.
Centrato dunque non solo il titolo di questa mostra ma la sfida che questi artisti hanno accettato. Già da domani pomeriggio potrete assistere al connubio fra queste due forme d’arte.
Ogni artista verrà presentato da me attraverso le emozioni che ognuno di loro ha trasmesso ai miei sensi tutti. Sarà una critica emozionale e sensoriale con solo qualche accenno tecnico, ma solo se necessario.
Ma non solo ognuno di loro ha scelto e abbinato alle proprie opere frasi o poesie che verranno lette di volta in volta prima di soffermarci sulle opere di ognuno di loro.