7 – UNA ILIADE PER NOI (recita per ragazzi della scuola media) – primo atto

ATTO PRIMO

Introduzione

Sullo sfondo l’accampamento dell’esercìto greco e la riva dei mare, in primo piano il trono di Agamennone e altri 2 sedili

MUSICA

Entra il presentatore ­­­­­­­­__________________________

P. Una Iliade per noi, libera sceneggiatura tratta dall’ Iliade, poema del settimo secolo a.C. attribuito al poeta greco Omero, aedo (ossia un cantore di gesta eroiche) che girava di corte in corte per allietare i nobili e il popolo con il suo canto. Probabilmente aveva raccolto i canti tramandati oralmente da altri aedi e li aveva perfezionati e scritti. Le gesta narrate risalgono infatti a ben sei secoli prima, alla fine del XIII sec. a. C., quando gli Achei, che introno al 1400 a.C. avevano invaso la Grecia e vi si erano stanziati fondando la città di Micene, assalirono la rivale città di Troia, situata sulle coste dell’Asia Minore.

Intorno al 1200 a. C. gli Achei, detti anche Micenei, furono sconfitti e sottomessi dai Dori che a loro volta avevano invaso la Grecia, stabilendovisi definitivamente da padroni.

PERSONAGGI  ED  INTERPRETI del primo atto

Achille, grande eroe del campo Acheo  _______________                                  (torna dietro le quinte)

Agamennone, grande re degli Achei  _____________________                               (si siede al trono)

Teti, dea del mare , madre di Achille _________________________________ ( torna dietro le quinte)

Lo scudiero ______________________________                                                (torna dietro le quinte)

Crise, sacerdote del Dio Apollo: ______________________________________          (torna dietro le quinte)

Nestore, anziano capo acheo famoso per la saggezza:­­­­­­­­­­    _______________(si siede accanto ad Agamennone)

Minerva dea protettrice di Achille ____________________                                        (torna dietro le quinte)

Le ragazze del coro _______________________________________                                                                                                                                                    (rimangono in scena)

MUSICA: melodia 52.

P. Da dieci anni gli Achei assediano la città di Troia. Secondo la leggenda vogliono vendicare l’oltraggio subito da Menelao, re di Micene, la cui moglie Elena, famosa per la bellezza era stata rapita da Paride, figlio di Priamo, re di Troia. In verità questo è solo un pretesto, secondo la storia gli Achei vogliono liberare lo stretto dei Dardanelli, importantissimo per i loro traffici, dal dominio di Troia… Ma ad Omero tutto questo non interessa. Egli esalta Achille, l’eroe che tutti ammirano e la sua ira funesta, poetica espressione dei sentimenti violenti ed istintivi dell’uomo che somigliano a forze della natura.

CORO:

Cantami, o diva, del pelide Achille

l’ira funesta, che infiniti addusse

lutti agli Achei, molte anzi tempo all’orco

generose travolse alme d’eroi

e di cani e di augelli orrido pasto

lor salme abbandonò (così di Giove

l’alto consiglio s’adempia) da quando

primamente disgiunse aspra contesa

il re dei prodi Atride e il divo Achille. (escono le ragazze del coro)

MUSICA: Melodia Safari          LUCE BLU

Scena príma

In primo piano Agamennone, seduto sul trono con accanto Nestore, (entra uno scudiero e fa una riverenza):

– Sire c’è un sacerdote che vuole parlare con Voi.

A: – (rivolto allo scudiero) Fatelo entrare!                                                 (lo scudiero esce e rientra con Críse)

(rivolto a Crise) Chi sìete?

C: – Sono Crise, sacerdote del Dio Apollo. (intanto fa una riverenza). Sire vi ho portato questì doni perchè Voi mi restituiate mia figlia Criseide

A: – Vecchio!! Non te la ridarò mai perchè è diventata la mia migliore schiava, colei che illumina i miei passi.

C: – Andrò dal dio Apollo e gli spiegherò tutto, tu sarai maledetto e con te tutta la tua guarnigione.

A: Non ho paura di nulla vecchiaccio, a me e ai miei soldati le tue minacce non ci spaventano. Guardie!! sbattetelo fuori!                            (Lo scudiero spinge fuori Crìse)

LUCE  BLU

Scena seconda

In riva al mare Crise piange sulla riva del mare, rivolto al cielo.

C: – 0 grande e misericordioso Apollo, mio protettore, consola questo tuo servo: al campo greco mi hanno vietato di rivedere mia figlia che è diventata bottino di guerra. Tu onnipotente Febo, aiutami. Grande,o grande Apollo, piango perchè, come tu sai, senza mia figlia la mia vita sarà sempre triste. (Crise se ne va piangendo). (Entra il coro).

Coro:

L’udi Febo e scese

dalle cime D’Olimpo in gran disdegno

coll’ arco su le spalle e la faretra

tutta chiusa. Mettean le frecce orrendo

sugli omeri all’irato un tintinnio

al mutar de’ gran passi; ed ei simile

a fosca notte giù venia. Piantossi

delle navi al cospetto; indi uno strale

liberò dalla corda, ed un ronzio

terribile mandò l’arco d’argento.

Prima i giumenti e i presti veltri assalse;

poi le schiere a ferir prese, vibrando

le mortifere punte; onde per tutto

degli esanimi corpi ardean le pire.

LUCE  BLU

 

 

Scena Terza

 

Nella tenda Agamennone seduto su un seggio.

(Entra Achille).

AG: – Sono 10 giorni che il dio Apollo ci fulmina con le sue saette, ho chiamato al mio cospetto un indovino! Voglio sapere perché il dio Apollo è cosi irritato e come placare la sua ira.(entra lo scudiero con l’indovino Calcante)

Scud..: -Agamennone, eccovi l’indovino Calcante‑

Calc.: (rivolto ad Achille) Achille, io potrei dire ogni cosa ma ho paura che poi qualcuno me la faccia pagare cara­

Ach: -Non ti preoccupare, ti proteggeranno alcune delle mie guardie‑

Calc. – E va bene, parlo.

Apollo ha mandato questa pestilenza per vendicare l’offesa arrecata al suo sacerdote Crise. Per placarlo bisogna restituire la figlia al padre e fare molti sacrifici al dio, e dovete dargliela senza nessun riscatto‑

Ag..: – A me sta bene restituire la fìglía a Crise, ma con un ragionevole compenso.

Ach.: Di che ti preoccupi? Dopo la caduta di Troia avrai un compenso ricchissimo!‑.

Ag. – Non posso aspettare. Allora, restituirò Criseide, ma voglio in cambio la tua schiava diletta.­(Achille estrae la spada per colpire Agamennone, ma la dea Minerva, invisibile dietro di lui, lo ferma).

M: Fermo Achille non sguainare inutilmente la spada, avremo la nostra vendetta

­Ach: -Agamennone, giuro eterna  vendetta nei tuoi confronti e mi ritirerò dall’esercito e starò a guardare la strage che farà di voi la spada di Ettore, il campione troiano!

N: Calmatevi!!, Fermatevi!!‑

Ach: La mia ira non si placherà, soldati ritiriamoci nella mia tenda. (esce Achille adirato)          LUCEBLU

 

Scena quarta

Sulla riva dei mare     (Achille va sulla riva dei mare e piange)

A: 0 madre, è questo l’onore che il gran Giove doveva darmi in cambio della breve vita che mi è destinata?.Ecco: egli mi lascia disonorato; il superbo re Agamennone mi disprezza e mi rapisce il premio delle mie fatiche, e se lo gode.                                                                               MUSICA: Melodia Araba

(Teti sorge dalle acque dei mare)

T: -Perchè piangi, figlio mio? Sfogati con me.

Ach: – Madre, oggi il re Agamennone mi ha offeso togliendomi la mia schiava diletta che desideravo sposare.

T.: – Non ti preoccupare figlio: andrò a chiedere aiuto agli Dei. Poichè si sono allontanati dall’Olimpo e torneranno fra 12 giorni, non potrò accontentarti prima. Nel frattempo tu non combattere in modo che i Greci sentano la tua mancanza. Addio figlio mio, abbi fiducia in me. Le tue lacrime saranno vendicate.

LUCE BLU