Il Romanticismo

PARAGRAFO  1

Sfondo storico

La Restaurazione  (1815 – 1848)

Con il Congresso di Vienna ebbe inizio la Restaurazione. Le principali potenze europee si accordarono per ristabilire l’ordine internazionale e interno nei singoli stati dopo la bufera napoleonica. In particolare furono soppresse le Costituzioni ottenute da Napoleone,  ristabiliti i legittimi sovrani e ridisegnati i confini degli stati seguendo un criterio di equilibrio fra potenze.

La soppressione dei diritti politici dei cittadini causò moti rivoluzionari durante tutta la prima metà del secolo, a cui parteciparono la piccola nobiltà e parte della della borghesia:

1820 in Spagna, a Napoli, a Torino

1821 in Grecia

1830 a Parigi, in Belgio, in Polonia

1831 a Modena e a Bologna

Tali moti ebbero la massima estensione nel 1848, quando una carestia scoppiata per i cattivi raccolti del 1847 e del 1848 portò sulle barricate anche il popolo delle città.

Moti del 1848:

a Parigi, a Vienna, a Praga, a Milano (cinque giornate), a Venezia, a Parma, a Modena

Il movimento culturale che esprime la mentalità e lo spirito di questo periodo è il Romanticismo.

Il Romanticismo

Definizione: movimento culturale che ebbe origine in Germania alla fine del ‘700 e che coinvolse la letteratura, l’arte, la filosofia e ogni aspetto della vita. Si diffuse in Europa in seguito alla delusione che né la Rivoluzione Francese, né la rivoluzione industriale (nelle quali il precedente movimento Illuminista avevano tanto sperato) avevano migliorato la condizione dell’uomo.

Caratteristiche e rapporto con la stile (in parentesi) : esaltazione del sentimento e della passione (importanza del colore), della religiosità e della spiritualità (composizione triangolare con vertice in alto, importanza della luce), della volontà, della Patria e della Costituzione (soggetti patriottici), della natura intesa come una entità viva e consona all’animo umano (paesaggi “romantici”); consapevolezza dell’attimo fuggente e dell’importanza della realtà presente (soggetti realistici all’aperto sfumati nella luce), della impossibilità di realizzare le proprie aspirazioni (tragicità dei soggetti), senso dell’infinito (contorni indefiniti) e della brevità della vita;

amore per l’assimetria, il disordine, la ribellione, la libertà (composizione libera da regole tradizionali e movimentata), la lotta politica, per il popolo, per la Storia e per il Medioevo (soggetti storici e in azione), perché periodo storico in cui l’Italia era libera dalla straniero e per mezzo dei Comuni viveva una vita libera e democratica (nascita dello storicismo);

cultura anticlassicista (cioè contro la tradizione dei classici, il loro perfezionismo, i loro miti, la loro distanza dal popolo, la loro freddezza, il loro amore per la simmetria e la proporzione, il loro linguaggio difficile e colto) (soggetti non mitologici e non tradizionali, non simmetrici, ma movimentati)

antiilluminista (cioè contro l’eccessiva fiducia nella ragione e nella scienza, la fede nel progresso e nella capacità dell’uomo di realizzare le sue aspirazioni, l’astrazione della conoscenza) (scarsa importanza del disegno)

Scrittori romantici:

In Italia il Romanticismo era sostenuto da un giornale, il Conciliatore, diretto da Silvio Pellico, che scrisse “Le mie prigioni”. Fra gli scrittori romantici più importanti ricordiamo Ugo Foscolo, Giacomo Leopardi e Alessandro Manzoni

Ad eccezione del Foscolo e del Leopardi, il cui stile è ancora legato in certi aspetti alla tradizione classicista, lo stile romantico predilige un linguaggio semplice, quasi popolare perchè aspira a raggiungere una vasta cerchia di persone anche del popolo.

LA LIBERTA’ CHE GUIDA IL POPOLO di Eugène Delacroix (1830)

La Libertà che guida il Popolo

La Libertà che guida il Popolo

Questa grande tela di Eugène Delacroix dipinta nell’autunno del 1830 rappresenta uno dei momenti più incandescenti della rivoluzione parigina del luglio 1830, per cacciare dal trono il sovrano reazionario Carlo X

Che cosa vediamo. Una giovane donna seminuda, con il capo coperto da un berretto frigio e con in mano un fucile e la bandiera tricolore della Francia repubblicana, guida all’attacco un manipolo di cittadini armati, mentre un bambino con due pistole le cammina a fianco.

In primo piano alcuni cadaveri giacciono su una catasta di legni e pietre.

Tra realismo e simbolo. La libertà che guida il popolo è un quadro per metà realistico e per metà simbolico.

E’ realistico perché rievoca con esattezza un momento storico e preciso suggerendo, con il fumo, il fuoco e le cannonate, la battaglia che infuriò a Parigi ( luglio 1830 ) .

E’ simbolico perché mette al centro della scena non una donna vera, ma una figura femminile rappresentata con il seno nudo per illustrare un concetto : la libertà.

Non solo, ma accanto a lei i due uomini sulla sinistra incarnano due tipi sociali differenti: l’uomo con il cappello a cilindro è un borghese, mentre quello più malconcio e stracciato è un proletario.

Questo significa che quella rivoluzione fu combattuta fianco a fianco da borghesie da operai desiderosi di migliorare la loro condizione politica e sociale e di ottenere la libertà.

Dal punto di vista formale. La costruzione della scena tiene ancora conto dell’ordine simmetrico della pittura classica, ma è molto più libera e mossa. la libertà è al centro del dipinto è più alta degli altri personaggi; la scena è frontale e il gioco dei volumi e delle linee sembra costruire una piramide al cui vertice è posta la bandiera francese, infatti una linea che dalla testa del popolano morto in basso a sinistra, prosegue nel fucile impugnato dall’uomo con il cilindro e nell’asta della bandiera, poi ridiscende lungo la spalla della Libertà, e nel braccio del ragazzo.

La luce e il colore sono lontanissimi dalla levigatezza classica: la luce proviene da sinistra è livida e fumosa e i colori sono stesi con pennellate rapide e larghe.

Periodo storico: Si diffuse in Europa in particolare dopo il Congresso di Vienna. Ebbe grande importanza nella lotta politica per il Risorgimento italiano.

Si protrasse fino al 1860 circa.

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